{"id":1390,"date":"2019-03-15T15:59:35","date_gmt":"2019-03-15T15:59:35","guid":{"rendered":"https:\/\/wsm.prolerat.org\/?page_id=1390"},"modified":"2019-03-15T15:59:35","modified_gmt":"2019-03-15T15:59:35","slug":"la-delusione-antimperialista","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.worldsocialism.org\/wsm\/la-delusione-antimperialista\/","title":{"rendered":"La delusione antimperialista"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Nel corso del XX secolo il socialismo, nel suo\n      significato, venne trasformato da una dottrina e indirizzo\n      associati all&#8217;emancipazione della classe operaia in una\n      dottrina e indirizzo associati al nascente potere delle elite\n      nazionaliste ed antimperialiste delle zone economicamente meno\n      sviluppate del mondo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di partenza fu rappresentato dalla presa del potere\n      in Russia nel 1917 da parte di una elite la quale aveva\n      ereditato la sua ideologia dal movimento operaio, ma che in\n      pratica us\u00f2 lo stato per far sviluppare economicamente la\n      Russia e trasformarla in un potere che sfid\u00f2 il dominio\n      mondiale dell&#8217;America, Gran Bretagna e Francia. Come tale, essa\n      forn\u00ec un modello che attrasse le elite modernizzanti in altri\n      paesi che soffrivano di un&#8217;arretratezza economica e della\n      dominazione degli stati capitalisti industrialmente avanzati\n      dell&#8217;Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il guaio fu che questa elite continu\u00f2 a usare il linguaggio\n      e la terminologia del movimento operaio, con la quale essa un\n      tempo era stata associata. In questo modo, descrissero la loro\n      conquista del potere come una &#8220;rivoluzione dei lavoratori&#8221; ed\n      il loro regime come uno &#8220;stato dei lavoratori&#8221;, la prima\n      espressione del movimento operaio internazionale, che i\n      lavoratori ovunque avevano il dovere di sostenere, e\n      l&#8217;accumulazione del capitale, che loro effettuarono sotto gli\n      auspici dello stato, non come capitalismo di stato, quale fu,\n      ma come &#8220;socialismo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Marx, il quale osserv\u00f2 che quando si studia la storia non\n      bisognerebbe analizzare i movimenti sociali e politici da ci\u00f2\n      che loro dicono di se stessi, ma dai loro concreti risultati,\n      sarebbe stato il primo a comprendere (se non ad apprezzare)\n      come il socialismo, anzi le sue proprie teorie, fosse diventato\n      lo stendardo sotto il quale fu combattuta una lotta\n      completamente differente.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivoluzione inglese degli anni quaranta del XVII sec. fu\n      condotta sotto un&#8217;ideologia derivata dal Vecchio Testamento,\n      quella francese degli anni novanta del XVIII sec. sotto\n      un&#8217;ideologia derivata dai tempi dei Romani. La rivoluzione\n      russa, che fu l&#8217;equivalente di quelle rivoluzioni antifeudali,\n      fu condotta sotto un&#8217;ideologia derivata dal movimento operaio,\n      ma essa non rappresent\u00f2 il tentativo di realizzare il\n      socialismo pi\u00f9 di quanto la rivoluzione inglese lo fu di\n      realizzare la Nuova Gerusalemme e quella francese la Repubblica\n      romana.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene fu Mao a sostituire lo slogan &#8220;Proletari di tutti i\n      paesi, unitevi&#8221; con quello &#8220;Popoli oppressi di tutto il mondo,\n      unitevi&#8221;, le radici di questo cambiamento di prospettiva\n      risalgono a Lenin.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La &#8220;fase suprema&#8221; di Lenin<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel suo esilio in Svizzera, nel mezzo della prima guerra\n      mondiale, Lenin scrisse un <em>pamphlet<\/em> dal titolo\n      <em>L&#8217;imperialismo, fase suprema del capitalismo<\/em>. In esso,\n      egli sostenne che, attraverso un processo che si era completato\n      a cavallo del secolo, il capitalismo aveva modificato il suo\n      carattere. Il capitale industriale e quello bancario si erano\n      fusi dando luogo al capitale finanziario e il capitalismo\n      concorrenziale cedette al capitalismo monopolistico, il quale,\n      attraverso trust, cartelli e altri accordi monopolistici,\n      dominava la produzione. Dovendosi confrontare in casa propria\n      con profitti calanti, questi monopoli si trovarono costretti\n      dalle condizioni economiche a esportare capitali investendoli\n      nelle zone economicamente arretrate del mondo, dove potevano\n      essere realizzati profitti pi\u00f9 elevati. Quindi, continu\u00f2 Lenin,\n      inizi\u00f2 la lotta tra i pi\u00f9 avanzati paesi industrializzati per\n      assicurarsi le colonie dove tali &#8220;sovra-profitti&#8221; potevano\n      essere realizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Lenin esager\u00f2 sia il grado di concentrazione monopolistica a\n      cui era giunto il capitalismo, sia la differenza tra il tasso\n      di profitto realizzato in patria comparato con quello delle\n      aree economicamente arretrate del mondo. Ma furono le\n      implicazioni politiche della sua teoria che dovettero\n      dimostrarsi pi\u00f9 nocive per il movimento operaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, dopo il 1917, Lenin divenne il capo del regime\n      bolscevico in Russia, questa teoria fu diffusa per sostenere\n      che i paesi imperialisti stavano sfruttando le popolazioni\n      delle aree arretrate che loro controllavano e che anche una\n      parte della classe operaia di questi paesi beneficiava dei\n      sovra-profitti realizzati con lo sfruttamento imperialista,\n      sotto forma di riforme sociali e salari pi\u00f9 alti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 era insensato nei termini dell&#8217;economia marxiana,\n      la quale non misura il livello di sfruttamento dall&#8217;essere i\n      salari pi\u00f9 alti o pi\u00f9 bassi, ma dal riferimento alla quantit\u00e0\n      di plusvalore prodotto in relazione al salario pagato.\n      Utilizzando questa misura, i lavoratori dei paesi avanzati\n      erano pi\u00f9 sfruttati di quelli delle colonie, a dispetto dei\n      loro salari pi\u00f9 alti, poich\u00e9 producevano pi\u00f9 profitto per\n      lavoratore.<\/p>\n\n\n\n<p>La teoria diffusa da Lenin fece della lotta nel mondo non\n      una lotta tra la classe internazionale dei lavoratori e quella\n      dei capitalisti, ma tra stati imperialisti ed antimperialisti.\n      La lotta di classe internazionale predicata dal socialismo fu\n      sostituita da una dottrina che predicava una lotta tra\n      stati.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa rivoluzione russa si svolse in un contesto\n      antimperialista. Ci\u00f2 che tutta l&#8217;analisi di Marx sottolineava\n      era che il movimento operaio avrebbe prima trionfato nelle aree\n      economicamente avanzate del mondo, non in aree economiche\n      relativamente arretrate come la Russia. Lenin motiv\u00f2 questa\n      contraddizione sostenendo che Marx aveva descritto la\n      situazione che si presentava nella fase preimperialista del\n      capitalismo, mentre, nella fase imperialista che si era\n      affermata dopo la sua morte, lo stato capitalista era diventato\n      cos\u00ec forte che la rottura non avrebbe potuto aver luogo in un\n      paese capitalisticamente avanzato, ma nel pi\u00f9 debole stato\n      imperialista. La Russia zarista rappresentava l&#8217;anello pi\u00f9\n      debole nella catena dei paesi imperialisti e questo spiegava\n      perch\u00e9 proprio l\u00ec ebbe luogo la prima &#8220;rivoluzione dei\n      lavoratori&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 equivaleva a dire che la rivoluzione russa era la prima\n      rivoluzione antimperialista, e in un certo senso essa lo fu. La\n      Russia fu il primo paese a sfuggire alla dominazione dei paesi\n      capitalisti occidentali e a seguire un modello di sviluppo\n      economico che si serviva dello stato per il processo di\n      accumulazione interno invece di contare sull&#8217;esportazione di\n      capitale da altri paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi tempi del regime bolscevico, quando la Russia\n      dovette affrontare la guerra civile e l&#8217;intervento esterno\n      delle potenze capitaliste occidentali, Lenin comprese che\n      questa era una carta che egli avrebbe potuto giocare per\n      cercare di salvare il suo regime. Giocare la carta\n      antimperialista significava appellarsi alle &#8220;tribolanti masse&#8221;\n      dell&#8217;Asia, non per realizzare il socialismo, ma le loro proprie\n      rivoluzioni antimperialiste. I paesi &#8220;super-sfruttati&#8221; dovevano\n      essere incoraggiati a cercare l&#8217;indipendenza, poich\u00e9 questo\n      avrebbe indebolito gli stati imperialisti che stavano facendo\n      pressione sulla Russia bolscevica.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa strategia fu presentata al movimento operaio\n      occidentale come una maniera per provocare una rivoluzione\n      socialista nei loro paesi. Private dei loro sovra-profitti, le\n      classi dominanti dei paesi imperialisti non sarebbero state pi\u00f9\n      capaci di corrompere i lavoratori con riforme sociali e salari\n      elevati e perci\u00f2 questi avrebbero abbandonato il riformismo per\n      abbracciare la rivoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la morte di Lenin nel 1924, questa strategia di\n      costruzione di un &#8220;fronte antimperialista&#8221; contro l&#8217;Occidente\n      fu continuata dai successori. Poich\u00e9 essa insegnava che\n      l&#8217;intero popolo di un paese colonizzato ha un comune interesse\n      nell&#8217;ottenere l&#8217;indipendenza, p.e. un proprio stato, essa\n      attrasse ideologi e politici nazionalisti di questi paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Loro si rivolsero a tutti gli abitanti del paese e cercarono\n      di condurli ad una lotta comune per ottenere l&#8217;indipendenza.\n      Come risultato, in questi paesi il &#8220;socialismo&#8221; venne associato\n      con un nazionalismo militante piuttosto che con\n      l&#8217;internazionalismo proletario, quale esso originariamente era\n      stato. La lotta politica in questo caso non venne vista come\n      una lotta tra la classe operaia e quella dei capitalisti, ma\n      come una lotta di tutti gli elementi patriottici \u2013 operai,\n      contadino e capitalisti insieme \u2013 contro una manciata di\n      elementi non patriottici traditori, i quali si sarebbero\n      venduti agli imperialisti stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre in Europa, nel Nord America e in parti dell&#8217;America\n      latina, il socialismo fu un movimento per l&#8217;emancipazione della\n      classe operaia, rappresentato da varie e differenti correnti,\n      in Asia e in seguito in Africa e nel resto dell&#8217;America latina\n      indic\u00f2 un movimento nazionalista antimperialista. Il marxismo,\n      in senso proprio, non \u00e8 mai realmente esistito in molti di\n      questi paesi. Ci\u00f2 che pass\u00f2 per marxismo fu in realt\u00e0 il\n      leninismo, il quale si rivolgeva a intellettuali rivoluzionari\n      modernizzatori piuttosto che ai lavoratori. \u00c8 stato solo verso\n      la fine di questo secolo che gruppi di lavoratori in questi\n      paesi hanno compreso che il leninismo e la sua ideologia\n      antimperialista non ha nulla a che fare col socialismo. Ma il\n      danno \u00e8 stato comunque fatto. Per milioni di lavoratori in\n      queste aree del mondo socialismo significa ancora nazionalismo\n      e capitalismo di stato, che molti di loro considerano ancora\n      come qualcosa di positivo piuttosto che una barriera alla\n      cooperazione della classe operaia oltre le frontiere, la quale\n      \u00e8 una condizione essenziale per il socialismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso l&#8217;influenza che lo stato capitalista russo ebbe\n      su una parte del movimento operaio dei paesi occidentali,\n      questo \u00e8 anche il significato che venne ad avere per molti\n      militanti della classe operaia di questi stessi paesi. I\n      dirigenti russi usarono i partiti comunisti degli altri paesi\n      come strumenti ausiliari della loro politica estera, la quale\n      era basata sugli interessi strategici della Russia come di una\n      promettente potenza capitalistica (di stato). Ci\u00f2 che era\n      considerato &#8220;progressista&#8221; era ci\u00f2 che coincideva con gli\n      interessi della politica estera della Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante gli anni cinquanta, la Russia si mosse verso una\n      politica di accettazione dello <em>status quo<\/em> in accordo\n      con l&#8217;Occidente, conosciuta come &#8220;coesistenza pacifica&#8221;. I\n      leninisti cinesi, che erano giunti al potere con Mao nel 1949,\n      espressero differenti interessi di stato e cercarono, cos\u00ec, di\n      diventare i campioni dell'&#8221;antimperialismo&#8221; al posto della\n      Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le spaccature che si produssero nel movimento comunista\n      mondiale non furono cos\u00ec provocate, come superficialmente\n      potrebbe sembrare, dalle differenze circa le tattiche che il\n      movimento operaio avrebbe dovuto perseguire, ma su quale\n      cosiddetta politica estera socialista \u2013 della Russia o della\n      Cina \u2013 si sarebbe dovuto sostenere. Questa non fu affatto una\n      disputa che riguardava gli interessi della classe operaia, ma\n      una disputa tra stati, nella quale i lavoratori erano chiamati\n      a scegliere di quale politica estera desideravano essere le\n      pedine.<\/p>\n\n\n\n<p>La teoria leninista dell&#8217;imperialismo racchiudeva i semi di\n      un tale ignominioso risultato sin dall&#8217;inizio, poich\u00e9 essa\n      indic\u00f2 come pi\u00f9 importante a livello mondiale non la lotta di\n      classe ma quella tra stati, tra cosiddetti stati\n      antimperialisti e progressisti e stati cosiddetti imperialisti\n      e reazionari.<sup>*<\/sup> Ci\u00f2 rappresent\u00f2 una deviazione\n      pericolosa dalla lotta di classe e condusse i lavoratori a\n      sostenere l&#8217;uccisione nelle guerre di altri lavoratori\n      nell&#8217;interesse dell&#8217;uno o dell&#8217;altro stato e della sua classe\n      dirigente.<\/p>\n\n\n\n<p><sup>*<\/sup>Ci\u00f2 ha condotto la sinistra, in questo\n      secolo, a farsi paladina sino all&#8217;inverosimile di paesi con\n      sistemi sociali ed a volte tradizioni culturali\n      ultrarretrati.\n      <\/p>\n\n\n\n<p>(Traduzione da <em>The Socialist Standard<\/em>, agosto\n      1998)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso del XX secolo il socialismo, nel suo significato, venne trasformato da una dottrina e indirizzo associati all&#8217;emancipazione della classe operaia in una dottrina e indirizzo associati al nascente potere delle elite nazionaliste ed antimperialiste delle zone economicamente meno sviluppate del mondo. 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