{"id":1385,"date":"2019-03-15T15:56:14","date_gmt":"2019-03-15T15:56:14","guid":{"rendered":"https:\/\/wsm.prolerat.org\/?page_id=1385"},"modified":"2019-03-15T15:56:14","modified_gmt":"2019-03-15T15:56:14","slug":"il-bisogno-di-socialismo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.worldsocialism.org\/wsm\/il-bisogno-di-socialismo\/","title":{"rendered":"Il bisogno di socialismo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>La storia del XX secolo \u00e8 stata caratterizzata da\n      rivoluzioni, controrivoluzioni, colpi, crolli di regime e\n      guerre di genocidio. Il capitalismo sembra aver eliminato tutti\n      i possibili rivali, bench\u00e9 ancora non risponda ai bisogni\n      fondamentali della gente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero che la privazione materiale \u2013 almeno in questa parte\n      del mondo \u2013 \u00e8 minore rispetto a quando il Partito Socialista\n      della Gran Bretagna \u00e8 stato formato nel 1904. Ma \u00e8 anche vero\n      che da allora c&#8217;\u00e8 stato uno sviluppo tremendo delle forze di\n      produzione \u2013 i mezzi tecnici di produzione sufficienti per\n      tutti \u2013 cosicch\u00e9, malgrado l&#8217;incremento della popolazione\n      mondiale nel frattempo, non vi \u00e8 uomo, donna o bambino in\n      qualsiasi parte del mondo oggi che dovrebbe fare a meno di cibo\n      decente, vestiario, protezione o qualsiasi altra amenit\u00e0 della\n      vita. Il fatto che la maggior parte della popolazione mondiale\n      non abbia abbastanza per vivere decentemente serve da accusa\n      potente al presente ordine sociale, il capitalismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Contraddizione fondamentale<\/h3>\n\n\n\n<p>Il motivo per essere contro il capitalismo e a favore del\n      socialismo \u00e8 sempre stato semplice. Con la divisione del lavoro\n      risultante dall&#8217;uso di macchine e tecnologie sempre pi\u00f9\n      sofisticate, l&#8217;umanit\u00e0 gi\u00e0 coopera per produrre ci\u00f2 che \u00e8\n      necessario per sostenere la vita e l&#8217;attivit\u00e0 sociale, ma\n      quello che viene prodotto non appartiene a quelli che lo\n      producono \u2013 la classe lavoratrice, coloro i quali sono\n      obbligati a vendere le loro energie mentali e fisiche per\n      vivere e che costituiscono la travolgente maggioranza della\n      societ\u00e0 \u2013 ma a una minuscola minoranza di persone privilegiate\n      che, per circostanze storiche, possiede e controlla i mezzi di\n      produzione della ricchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza ci\u00f2 che \u00e8 prodotto appartiene a questa\n      minoranza e cos\u00ec non \u00e8 disponibile ai membri della societ\u00e0 per\n      essere preso e usato per soddisfare i loro bisogni. Esso \u00e8 reso\n      loro disponibile solamente contro pagamento, ma quello che noi\n      della classe lavoratrice possiamo permetterci \u00e8 limitato dalla\n      misura del nostro assegno salariale o stipendiale, il quale \u00e8\n      sempre minore del nuovo valore incorporato in quello che\n      produciamo. La differenza \u00e8 il profitto \u2013 la fonte delle\n      entrate privilegiate della minoranza possedente e lo scopo\n      principale della produzione. Cos\u00ec, non solo il libero accesso a\n      ci\u00f2 che \u00e8 prodotto \u00e8 negato a quelli che, collettivamente, lo\n      producono, ma quello che deve essere prodotto \u00e8 dettato non da\n      ci\u00f2 che la gente vuole e necessita, ma da ci\u00f2 che \u00e8\n      maggiormente proficuo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa contraddizione tra la produzione cooperativa,\n      collettiva e l&#8217;appropriazione privata della produzione,\n      risultante dai mezzi di produzione che sono monopolizzati da\n      una minoranza, \u00e8 la causa originaria dei problemi affrontati\n      dalla classe lavoratrice di maggioranza in tutti i campi della\n      vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Promesse di risolvere questi problemi, p.e. l&#8217;alloggiamento,\n      il trasporto, l&#8217;ambiente, la disponibilit\u00e0 di cibo, sono la\n      materia dei politici, ma i partiti e i politici per cui votiamo\n      non li risolvono mai. Non perch\u00e9 sono disonesti o non\n      abbastanza determinati o egoisti, ma perch\u00e9 non possono. I\n      problemi che promettono di risolvere sono causati dal\n      capitalismo e perci\u00f2 non possono mai essere risolti finch\u00e9 al\n      capitalismo \u00e8 permesso di continuare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il capitalismo non pu\u00f2 operare per tutti<\/h3>\n\n\n\n<p>Il capitalismo, essendo un sistema di profitto basato sul\n      possedimento di classe dei mezzi di produzione, non pu\u00f2 mai\n      essere organizzato per operare nell&#8217;interesse di tutti. Esso\n      mette sempre i profitti al primo posto. \u00c8 la sua natura, la\n      quale non pu\u00f2 essere cambiata da qualsiasi governo o da\n      qualsiasi altra forma di attivit\u00e0 nel contesto del possedimento\n      di classe e della produzione per profitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui il riformismo, che \u00e8 un tentativo\n      di fare operare il capitalismo nell&#8217;interesse di tutti, \u00e8 in\n      definitiva inutile. Al massimo pu\u00f2 solamente piallare un po&#8217;\n      alcune delle parti pi\u00f9 scabrose, almeno per alcune persone e\n      per un istante, ma non pu\u00f2 mai risolvere i problemi che sono di\n      fronte ai lavoratori salariati e stipendiati.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la situazione; ci\u00f2 che la classe lavoratrice, come\n      classe che soffre di pi\u00f9 per i problemi causati dal\n      capitalismo, dovrebbe essere impegnata a fare \u00e8 portare una\n      fine alle contraddizioni tra cooperazione nella produzione e\n      appropriazione privata dei prodotti. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere fatto\n      solamente portando il possedimento in linea con la realt\u00e0\n      produttiva, determinando una situazione dove ci\u00f2 che \u00e8 prodotto\n      collettivamente \u00e8 anche posseduto collettivamente; il che \u00e8\n      possibile solamente quando i mezzi per produrre ricchezza sono\n      diventati la propriet\u00e0 comune di tutti i membri della\n      societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La soluzione socialista<\/h3>\n\n\n\n<p>Questo \u2013 la propriet\u00e0 comune e il controllo democratico dei\n      mezzi di produzione da parte e nell&#8217;interesse della societ\u00e0 nel\n      complesso \u2013 \u00e8 il socialismo ed \u00e8 l&#8217;unico scopo politico per cui\n      vale la pena adoperarsi. Esso soltanto pu\u00f2 fornire la struttura\n      nella quale la produzione pu\u00f2 essere &#8220;riorientata&#8221; lontana dal\n      fare profitti per una classe possedente fornendo ci\u00f2 che la\n      gente vuole e di cui ha bisogno. Sulle basi della propriet\u00e0\n      comune e del controllo democratico, abbastanza cibo, vestiario,\n      alloggio, trasporto, energia e le altre necessit\u00e0 della vita\n      potrebbero, dovrebbero e sarebbero prodotte per assicurare che\n      nessuno, in nessuna parte del mondo, sia senza ci\u00f2 di cui ha\n      bisogno. La privazione materiale e le preoccupazioni\n      riguardanti il soddisfacimento dei bisogni materiali \u2013 attorno\n      ai quali gira oggi la maggior parte delle vite della gente \u2013\n      non esisteranno pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il socialismo non riguarda solo il soddisfacimento dei\n      bisogni materiali della gente. Quello sar\u00e0 solo routine nel\n      socialismo, una cosa data per scontato. Riguarder\u00e0 anche il\n      permettere agli esseri umani di comportarsi come gli animali\n      sociali che, biologicamente, noi siamo. Noi non siamo solamente\n      dipendenti l&#8217;uno dall&#8217;altro materialmente \u2013 dalla cooperazione\n      per produrre ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u2013 ma anche\n      psicologicamente e culturalmente. Ci siamo evoluti attraverso\n      la cooperazione e abbiamo bisogno di cooperare e sentirci parte\n      di una comunit\u00e0 come altri esseri umani, ma il capitalismo ci\n      nega questo. Ad esso incorporata vi \u00e8 la competizione non la\n      cooperazione. Vi \u00e8 competizione non solo tra la classe\n      possedente e la maggioranza esclusa \u2013 la lotta di classe \u2013 ma\n      anche tra membri della classe possedente per fare profitti \u2013 il\n      che, su scala mondiale, porta a guerre e preparativi per la\n      guerra, per le fonti di materie prime, rotte commerciali,\n      mercati e sbocchi di investimento \u2013 e tra membri della\n      maggioranza esclusa per i lavori e gli alloggi, alimentando\n      nazionalismo, razzismo e xenofobia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il socialismo, mettendo fine alla divisione della societ\u00e0 in\n      classi antagoniste, e assicurando che vengano soddisfatti tutti\n      a bisogni materiali di ogni essere umano, fermer\u00e0 la corsa\n      sfrenata al successo cui siamo costretti a partecipare sotto il\n      capitalismo e creer\u00e0 una vera comunit\u00e0 e un vero senso di\n      comunit\u00e0. La gente non sar\u00e0 pi\u00f9 alienata dalla sua natura\n      sociale e dagli altri esseri umani.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In che modo arrivare al socialismo?<\/h3>\n\n\n\n<p>Quelli che hanno costituito il Partito Socialista in Gran\n      Bretagna hanno avuto una chiara idea di come il socialismo\n      dovrebbe succedere: attraverso la classe di maggioranza\n      lavoratrice che viene a capire che essa \u00e8 una classe sfruttata\n      alla quale il capitalismo non ha niente da offrire e con\n      l&#8217;organizzazione sul campo politico, inseguendo senza\n      compromessi l&#8217;unico scopo di strappare il controllo del potere\n      politico alla classe capitalista e usarlo per mettere fine al\n      monopolio esistente della minoranza capitalista sui mezzi di\n      produzione della ricchezza. Questa espropriazione politica e\n      quindi economica veniva vista come un atto consapevole,\n      democratico e politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Essa veniva vista come un atto rivoluzionario, non nel senso\n      di rissa e spargimento di sangue, ma nel senso di un passaggio\n      decisivo, una rottura, con la rapida conversione dei mezzi di\n      produzione dal monopolio classista di una minoranza nella\n      propriet\u00e0 comune di tutta la gente. In altre parole, una\n      rivoluzione sociale come un rapido e improvviso cambiamento\n      nelle basi della societ\u00e0 attuato con i mezzi politici.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel tempo c&#8217;erano altri che si facevano chiamare\n      socialisti, che proponevano un altro approccio: la graduale\n      trasformazione del capitalismo in socialismo attraverso una\n      serie di riforme sociali che avrebbero dovuto migliorare le\n      condizioni per la classe lavoratrice con l&#8217;integrazione dei\n      loro stipendi con benefici statali e che avrebbero dovuto\n      convertire le industrie individuali, una dopo l&#8217;altra, in\n      servizi pubblici producendo ci\u00f2 di cui la gente aveva bisogno\n      non per profitto. Questo andava sotto vari nomi: gradualismo,\n      fabianismo, revisionismo (quando proposto da ex-rivoluzionari\n      marxisti), riformismo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il gradualismo fallisce<\/h3>\n\n\n\n<p>Questa strategia nega la necessit\u00e0 di una consapevole\n      maggioranza socialista come una condizione preliminare per\n      istituire il socialismo. Secondo i suoi proponenti, tutto ci\u00f2\n      che era necessario era una maggioranza parlamentare acquisita\n      sulle basi di voti per un programma di riforme da essere\n      realizzate nel capitalismo. \u00c8 stata una strategia sperimentata,\n      in Gran Bretagna, nel 1945 quando il Partito Laburista ha avuto\n      una vittoria elettorale schiacciante che gli ha dato un&#8217;enorme\n      maggioranza parlamentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non ha funzionato. Il Partito Laburista, avendo preso la\n      responsabilit\u00e0 di governare il capitalismo, si rese conto, come\n      durante i governi di minoranza in Inghilterra nel 1924 e\n      1929\u20131931, che il capitalismo doveva essere governato seconde\n      le proprie regole: cio\u00e8 la priorit\u00e0 doveva essere data alla\n      produzione di profitto non a miglioramenti sociali per i\n      lavoratori; di fatto, anche i salari dovevano essere contenuti.\n      I governi laburisti di Wilson e Callaghan negli anni 1960 e\n      1970 non andarono meglio nel riformare il capitalismo\n      nell&#8217;interesse di quelli che dipendevano da un salario o uno\n      stipendio per vivere. Inoltre, quei governo finirono con\n      l&#8217;amministrare il capitalismo secondo le sue regole, cio\u00e8\n      nell&#8217;interesse della produzione per il profitto e contro gli\n      interessi degli stipendi e dei salari guadagnati dalla\n      maggioranza. Cos\u00ec hanno fatto tutti i governi simili in altre\n      parti del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperienza del XX secolo ha mostrato che i gradualisti\n      sbagliano. Tali partiti, invece di cambiare gradualmente il\n      capitalismo, sono stati loro stessi cambiati dal capitalismo.\n      Oggigiorno, addirittura non pretendono di andare verso il\n      socialismo, ma solamente di essere in grado di amministrare il\n      capitalismo in una maniera pi\u00f9 efficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>I membri del Partito Socialista in Gran Bretagna non erano\n      gli unici critici del riformismo gradualista. I primi membri\n      inizialmente si vedevano come parte della corrente del\n      movimento Social Democratico che si opponeva al revisionismo e\n      all&#8217;opportunismo che si stavano diffondendo all&#8217;interno del\n      movimento socialista. Tuttavia, la maggior parte degli altri\n      oppositori del gradualismo prima della prima guerra mondiale,\n      inclusa Rosa Luxemburg, autrice di un opuscolo col titolo\n      &#8220;Riforma o Rivoluzione?&#8221;, non videro il pericolo di cercare il\n      sostegno di non-socialisti e la possibilit\u00e0 di diventare loro\n      prigionieri, cio\u00e8 di un partito socialista che sostenesse le\n      riforme. Dopo il vergognoso crollo del movimento Social\n      Democratico internazionale quando la guerra irruppe, molti\n      degli altri antigradualisti tornarono al bolscevismo di Lenin\n      per una strategia alternativa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Anche l&#8217;azione minoritaria ha fallito<\/h3>\n\n\n\n<p>Laddove i gradualisti sono sempre rimasti a favore di metodi\n      democratici e di azione maggioritaria anche se da parte di\n      non-socialisti, Lenin sosteneva che sotto il capitalismo solo\n      una minoranza sarebbe stata in grado di raggiungere la\n      comprensione socialista e che perci\u00f2 questa minoranza aveva il\n      dovere di organizzarsi come un partito di avanguardia per\n      afferrare il potere per conto della maggioranza.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, la strategia alternativa leninista non era\n      un&#8217;azione politica socialista conscia e maggioritaria del tipo\n      che sosteneva il Partito Socialista in Gran Bretagna, ma\n      un&#8217;azione minoritaria: il socialismo doveva essere introdotto\n      da una dittatura esercitata da una minoranza di socialisti.\n      Cos\u00ec \u00e8 come la presa del potere dei bolscevichi nel corso della\n      rivoluzione russa del 1917 fu presentata. Questo non poteva mai\n      essere una via per raggiungere il socialismo, poich\u00e9 il\n      socialismo pu\u00f2 solo esistere su una base democratica con\n      partecipazione maggioritaria nelle decisioni che vengono prese.\n      E, infatti, il socialismo non \u00e8 stato raggiunto. Invece che\n      portare al socialismo, la dittatura bolscevica in Russia ha\n      portato a un capitalismo di stato in cui i &#8220;socialisti&#8221; di\n      avanguardia sono diventati una nuova classe dominante che ha\n      poi esercitato una brutale dittatura sui lavoratori della\n      Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il XX secolo ha confermato che n\u00e9 la dittatura di minoranza\n      n\u00e9 il riformismo parlamentare possono essere una via al\n      socialismo. La peggior cosa \u00e8 stata che la dittatura russa ha\n      rivendicato di essere socialista, col risultato che milioni di\n      lavoratori in tutto il mondo sono stati scoraggiati dall&#8217;idea\n      stessa del socialismo. A dire la verit\u00e0, il socialismo sta\n      ancora soffrendo per questa sgradita eredit\u00e0, con la diffusa\n      idea che &#8220;il socialismo sia stato sperimentato (in Russia) e\n      sia fallito&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti il socialismo non \u00e8 stato sperimentato. Ci\u00f2 che \u00e8\n      stato sperimentato sono due strategie \u2013 il riformismo\n      gradualista e la dittatura di minoranza leninista. Entrambe\n      sono fallite. Ci\u00f2 che non \u00e8 stato provato \u00e8 la strategia\n      proposta dai membri fondatori del Partito Socialista della Gran\n      Bretagna nel 1904: un&#8217;azione politica consapevole,\n      maggioritaria, rivoluzionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come il socialismo rimane urgente oggi come lo era nel\n      1904, lo \u00e8 anche quella strategia. &#8220;Niente socialismo senza\n      socialisti&#8221; rimane un&#8217;idea valida oggi com&#8217;era allora. E &#8220;il\n      formare socialisti&#8221;, come un passo verso l&#8217;emergere di un\n      desiderio di maggioranza per il socialismo, rimane il compito\n      di quelli che vogliono vedere un mondo socialista di propriet\u00e0\n      comune, controllo democratico, produzione per soddisfare i\n      bisogni della gente e libera distribuzione secondo il principio\n      &#8220;da ognuno secondo le proprie capacit\u00e0, a ognuno secondo i\n      propri bisogni&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>(Traduzione da <em>The Socialist Standard<\/em>, gennaio\n      2005)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia del XX secolo \u00e8 stata caratterizzata da rivoluzioni, controrivoluzioni, colpi, crolli di regime e guerre di genocidio. 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